Vittima della sorte avversa, C. Plauzio Numida, uomo dell'ordine senatorio, fu un esempio di grande amore: infatti, sentì la morte della moglie, e non riuscì a sopportare il dolore. Trafisse il proprio petto con una spada, ma intervennero i familiari, ed impedirono il compimento del suo proposito. Plauzio fu fasciato dai parenti, ma, non appena (gliene) fu data l'opportunità, con la mano destra pronta, strappò le bende, squarciò la ferita, e strappò dalle viscere la sua anima, che era sconvolta dall'asprezza del dolore. Con la morte violenta, Plauzio confermò la grande fiamma dell'amore coniugale, che era chiusa nel suo animo.