Alessandro Magno, celeberrimo re dei Macedoni, arrivò sul trono paterno per volere di tutti i soldati. Anche gli esordi del regno di Alessandro furono estremamente difficoltosi, ma il giovane represse con la massima temerarietà e fermezza le ribellioni degli esponenti rivali. Tuttavia, non fu un tiranno crudele e rozzo: infatti, aveva avuto come maestro Aristotele, il più illustre di tutti i filosofi, e praticò sempre con straordinaria passione la letteratura e le arti. Realizzando la spedizione contro i Persiani preparata dal padre, lasciò Antipatro come luogotenente in Grecia, e con un esercito valorosissimo e fortissimo invase l'Asia. Attraversò l'Ellesponto, e dapprima presso il Granico, un fiume della Mesia, poi di nuovo presso Isso, in Cilicia, e per la terza volta presso Guagamela, sconfisse le vastissime truppe di Dario. A quel punto tutte le popolazioni della Grecia assegnarono altissimi onori e una corona d'oro al re vittorioso, perché, nel giro di breve tempo, aveva punito i Persiani: infatti i Persiani, molti anni prima, avevano messo a ferro e fuoco la Grecia, ed avevano incendiato e distrutto Atene.