Testo latino Haec propter quae litigamus, discurrimus, anhelamus, quam humilia et abiecta sunt!circa pecuniamo plurimum vociferationis est: haec patres liberosque committit, venena miscet gladios vel percussoribus vel legionibus tradit; propter hanc uxorum maritorumque noctes strepunt litibus et tribunalia magistratuum premit turba, reges saevviunt rapiuntque et civitates, longo saeculorum labore constructas, funditus(avv) evertunt ut aurum argentumque in cinere urbium scrutentur. propter fiscos(forzieri) in angulo iacentes clamores tolluntur, oculi exprimuntur fremitu iudiciorum basilicae(i tribunali) resonent, multi iudices, evocati ex longinquis regionibus sedent iudicaturi utrius iustior avaritia sit. ne propter fiscum quidem, sed propter pugnum assum senex stomacho dirumpitur(crepa di rabbia); propter usuram valetudinarius faenerator clamat ac asses suos in ipsis morbi accessionibus vindicat.
Traduzione Quelle cose per le quali noi combattiamo, scorriamo e ci affanniamo quanto umili e piccine sono! La più grande vociferazione èsul denaro questo mette in lite padri e figli, versa veleni, offre le spade sia ai boia che alle legioni; a causa di esso le notti sono caratterizzate dalle liti di mogli e mariti e la folla riempie i tribunali dei magistrati, i re infieriscono e fanno rapine e distruggono città costruite con il lungo lavoro delle generazioni per cercare l'oro e l'argento fra le rovine delle città. Per i i forzieri che si trovano in un cantuccio: gli occhi esprimono fremiti, i tribunali risuonano per il frastuono dei processi, i giudici chiamati dai paesi lontani si siedono in tribunale per giudicare quale delle due parti abbia un'avarizia più giustificata. Non tanto per un forziere ma per una manciata di soldi un vecchio crepa di rabbia, Per l'usura (l'interesse) un usuraio ammalato urla e e pretende i suoi soldi proprio mentre il male lo attacca.