Multo praetereo consulto: nam et haec nimis multa sunt, quae aut omnia aut pleraque omnium vera declarat ipsius pravae religionis obscuritas. Cur etenim occultare et abscondere quicquid illud colunt magnopere nituntur, cum honesta semper publico gaudeant, scelera secreta sint? cur nullas aras habent, templa nulla, nulla nota simulacra, numquam palam loqui, numquam libere congregari, nisi illud, quod colunt et interprimunt, aut puniendum est aut pudendum? Unde autem vel quis ille aut ubi deus unicus, solitarius, destitutus, quem non gens libera, non regna, non saltem Romana superstitio noverunt? Iudaeorum sola et misera gentilitas unum et ipsi deum, sed palam, sed templis, aris, victimis caerimoniisque coluerunt, cuius adeo nulla vis nec potestas est, ut sit Romanis hominibus cum sua sibi natione captivus. At etiam Christiani quanta monstra, quae portenta confingunt! Deum illum suum, quem nec ostendere possunt nec videre, in omnium mores, actus omnium, verba denique et occultas cogitationes diligenter inquirere, discurrentem scilicet atque ubique praesentem: molestum illum volunt, inquietum, inpudenter etiam curiosum, siquidem adstat factis omnibus, locis omnibus intererrat, cum nec singulis inservire possit per universa districtus nec universis sufficere in singulis occupatus
Passo oltre con molta decisione: infatti sono troppo numerose queste cose, che o tutte o la maggior parte fra tutte le dichiara vere l'oscurità di una depravata religione. Perchè infatti quelli si sforzano grandemente di occultare e nascondere tutto ciò che venerano, quando le cose oneste gioiscono pubblicamente, mentre quelle nefande vengono tenute segrete? Perché non hanno altari e templi, non hanno statue conosciute, non parlano mai apertamente, non si riuniscono in libertà se ciò che venerano e tengono segreto non deve essere punito o non è causa di vergogna? Da dove poi, oppure chiunque sia quello, o dove si trova questo unico dio, solitario, abbandonato, che né un popolo libero, né regni, né la religione romana conoscono? La sola e miserabile popolazione dei Giudei e proprio loro hanno venerato, ma apertamente con i templi, con gli altari, con le vittime e con i riti, un solo dio, del quale non esiste nessuna forza e potere, a tal punto da essere prigioniero presso i Romani assieme al suo popolo. Ma ancora i cristiani quanti miracoli fingono, quali prodigi! Immaginano che quel loro dio che non possono né mostrare né vedere, controlla diligentemente i costumi di tutti, i comportamenti di tutti, persino le parole ed i pensieri occulti di tutti, naturalmente andando qua e là e essendo presente dovunque: lo vogliono molesto, inquieto, curioso in modo spudorato, è presente in tutti i fatti, va girando in ogni luogo, non potendo né servire ciascuno, essendo impegnato in tutto il mondo, né bastare per tutti, essendo tutto preso da ognuno. "