E finora non ti ho parlato del tuo grande conforto, di tua sorella, cuore a te fedelissimo, che condivide in egual misura tutte le tue pene, animo per tutti noi materno. Tu hai mescolate alle sue le tue lacrime e, tra le sue braccia, sei di nuovo tornata a vivere. (2) Ella partecipa sempre ai tuoi sentimenti; tuttavia quando si tratta di me non si addolora soltanto per te. Fra le sue braccia io fui portato a Roma; per le sue cure affettuose e materne io, dopo una lunga malattia, mi ristabilii; ella adoperò tutta la sua influenza per farmi ottenere l'incarico di questore, vincendo la sua timidezza per amor mio, lei che non ha nemmeno il coraggio di parlare o di salutare a voce alta. Né il tipo di vita ritirata, né la sua riservatezza, che fra tanta sfacciataggine femminile sembra sgarberia, né il suo desiderio di pace, né le sue abitudini a una vita tranquilla le impedirono che diventasse, per me, perfino intrigante. (3) Madre carissima, è questa la consolazione che ti risolleverà; stalle vicino quanto più puoi, tientela stretta fra le braccia. Di solito, chi soffre, suole fuggire le persone che più ama, per dare così uno sfogo al proprio dolore: tu, invece, va' da lei, quali che siano i tuoi propositi; sia che tu voglia perseverare in questo tuo comportamento, sia che tu voglia desistervi, sempre troverai in lei chi saprà liberarti dal tuo dolore o condividerlo. (4) Ma se conosco bene il senno di questa donna straordinaria, ella non ti lascerà consumare in un dolore inutile e ti porterà il suo esempio di cui io fui testimone. Ella aveva perduto, durante un viaggio per mare, il suo carissimo sposo, un mio zio, che aveva sposato quando era ancora una ragazza. Vinse, in quel frangente, il dolore e la paura e, superata la tempesta, strappò al naufragio il corpo del marito. (5) O quante valorose azioni di donne restano sconosciute! Se costei fosse vissuta in quei tempi antichi quando senza malizia si ammiravano le virtù, con quale gara di ingegni si sarebbe celebrata questa moglie che, dimenticando la sua debolezza, dimenticando il mare, tremendo anche per i più impavidi, mette a repentaglio la propria vita per dare sepoltura al marito e mentre si dà pensiero del suo funerale, non teme il proprio. È celebrata da tutti i poeti colei che si offrì al posto del marito9, ma è ancora più mirabile cercare una sepoltura per lo sposo a rischio della vita; più grande è quell'amore che, a parità di rischio, trae un vantaggio minore. (6) Dopo di ciò nessuno si meraviglierà che per tutti i sedici anni durante i quali suo marito rimase in Egitto, ella non si fece mai vedere in pubblico, non ricevette a casa mai nessun abitante della provincia, non chiese mai nulla al marito e non consentì che si richiedesse a lei qualcosa. E, quindi, la provincia pettegola e solo capace di denigrare i suoi governatori, nella quale anche coloro che non si macchiarono di nessuna colpa non sfuggirono alla calunnia, la considerò come un raro esempio di virtù, e, cosa molto difficile per chi ama le facezie anche pericolose, frenò ogni licenza verbale e, ancor oggi, per quanto più non lo speri, desidererebbe una simile donna. Sarebbe già tanto essere stata lodata da questa provincia per sedici anni, ma ancor più è l'essere stata ignorata. (7) Ma io non racconto tutto questo per fare le sue lodi, che, oltretutto, accennandovi così brevemente, sarebbe un limitarle, ma perché tu comprenda che animo nobile ha questa donna, che non si lasciò vincere né dall'ambizione, né dalla cupidigia, compagne e flagelli di ogni potere, e neppure dal timore della morte, quando, con la nave alla deriva, consapevole ormai di far naufragio, non si allontanò dal cadavere di suo marito, cercando non tanto di mettere in salvo se stessa ma lui nella tomba. Mostra un coraggio pari al suo, risolleva il tuo animo dal dolore e comportati in modo che nessuno creda che tu ti sia pentita di essere madre.