(1) Queste, certamente, sono le difese più valide, le uniche che possono sottrarti alla cattiva sorte. Ma poiché, fino a quando tu non giungi a quel porto che gli studi ti promettono, hai bisogno di appoggiarti ad altri sostegni, voglio mostrarti di quali consolazioni tu puoi, nel frattempo, disporre. Guarda ai miei fratelli: finché essi stan bene, non è giusto che tu te la prenda con il destino. (2) In entrambi, ciascuno per i suoi meriti, puoi trovare motivo per rallegrarti; uno, con la sua attività, ha raggiunto cariche importanti, l'altro, saggiamente, le ha disprezzate. Sii soddisfatta dell'autorità del primo, della vita tranquilla del secondo e dell'affetto di entrambi. Io conosco gli intimi sentimenti dei miei fratelli7: uno pratica la vita pubblica per darti lustro, l'altro si raccoglie in una vita serena e calma per dedicarsi a te. (3) Bene ha disposto il destino che i tuoi figli ti fossero d'aiuto e di sollievo: tu puoi essere protetta dall'autorità del primo e rallegrarti della vita tranquilla dell'altro. Essi gareggeranno in premure nei tuoi riguardi e il rimpianto che hai per uno sarà ripagato dall'affetto degli altri due. Posso senz'altro assicurarti che non ti mancherà nulla, tranne il numero. (4) Guarda poi i nipoti: Marco8, un bambino graziosissimo, alla cui presenza non c'è tristezza che possa durare. Non c'è dolore così grande o così recente che ci tormenti l'animo che egli non sappia lenire con le sue carezze. (5) Quali lacrime non asciuga la sua allegria? Quale animo stretto dall'angoscia non rasserena la sua vivacità? Chi non è spinto al buonumore dalla sua spensieratezza? Chi, per quanto preso dai suoi pensieri, non si lascerebbe sedurre e distrarre dalla sua loquacità instancabile? (6) Io supplico gli dèi che questo bambino ci sopravviva. Che tutta la crudeltà del destino si sfoghi su di me, che tutto il dolore riservato alla madre si concentri in me, su di me quello riservato alla nonna e che il resto della famiglia viva in prosperità. Non mi lamento della perdita di mio figlio, né della mia condizione se con il sacrificio potrò impedire altri dolori alla mia famiglia. (7) Stringiti tra le braccia Novatilla, che presto ti darà dei pronipoti; l'avevo così accolta in me, me la sentivo così mia, che ora che mi ha perduto può sembrare orfana anche se il padre è vivo. Amala, dunque, anche per me. Da poco la sorte le ha tolto la madre. Il tuo affetto può fare in modo che ella senta certamente il dolore per la perdita della madre ma non ne soffra. (8) Educala, formala alla svelta: gli insegnamenti impartiti in tenera età si radicano più profondamente. Si abitui alle tue osservazioni, impari ad obbedirti, le darai molto anche se non le darai altro che il tuo esempio. Intanto questo compito così impegnativo sarà per te anche un rimedio: perché un animo così teneramente afflitto non può essere distolto dal suo dolore se non dalla ragione o da una nobile occupazione. (9) Fra i validi motivi di conforto vorrei ricordare anche tuo padre, se non fosse lontano. Dal tuo affetto per lui, pensa ora quale può essere il suo per te; potrai capire quanto sia più giusto che tu ti conservi per lui invece che sacrificarti per me. Tutte le volte che il dolore ti prenderà con forza e oltre misura e vorrà trascinarti, pensa a tuo padre. Certo dandogli tanti nipoti e tanti pronipoti, tu per lui non sei più l'unica, tuttavia da te dipende che egli possa giungere felicemente al compimento della sua vita. Finché egli vive non ti è lecito lamentarti di essere viva.