Απο δε πεντε ετων παιδευονται τοξευειν και ακοντιζειν και ιππαζεσθαι και ποιμαινειν ....δε και αγραυλειν και καρποις γροις χρησθαι τερμινθω δρυοβαλλανοις αχραδι .... θωραξ δ'εστιν αυτοις φολιδωτος.

(I persiani) e dai cinque anni vengono educati a tirare con l’arco, saettare, cavalcare, pascolare, a dimorare all’aria aperta, servirsi di frutti selvatici, di terebinto, di ghiande di quercia, di pera selvatica. Di giorno il (loro pasto) pasto è (composto da) pane dopo la palestra, focaccia, nasturzio, farinata di sale, carne arrostita o bollita dall’acqua, ed acqua come bevanda. Inoltre, cacciano tirando da cavallo giavellotti e frecce lanciandole anche con la fionda. Nel pomeriggio, si esercitano a coltivare le piante e a raccogliere radici, a fabbricare armi e a fare reti e lacci. I fanciulli non si occupano della caccia, ma è abitudine allevarli in casa. Vengono dal re stabiliti premi per la corsa e per le altre gare del pentatlo. Servono come soldati e comandano dai venti anni fino ai cinquanta, fanti e cavalieri; non si occupano del commercio, infatti, nè vendono né comprano. Combattono con uno scudo a forma di rombo, hanno scuri vicino alle faretre e coltelli, intorno al capo(hanno) un cappello di feltro a forma di torre, hanno inoltre (= a loro è una corrazza= dativo di possesso) una corazza a squame