Σαυνῖται δὲ πρότερον μὲν καὶ μέχρι τῆς Λατίνης τῆς περὶ Ἀρδέαν ἐξοδίας ποιούμενοι, μετὰ δὲ ταῦτα αὐτὴν τὴν Καμπανίαν πορθοῦντες πολλὴν ἐκέκτηντο δύναμιν· καὶ γὰρ ἄλλως δεσποτικῶς ἄρχεσθαι μεμαθηκότες ταχὺ ὑπούργουν τοῖς προστάγμασι. νυνὶ δ᾽ ἐκπεπόνηνται τελέως ὑπό τε ἄλλων καὶ τὸ τελευταῖον ὑπὸ Σύλλα τοῦ μοναρχήσαντος Ῥωμαίων, ὃς ἐπειδὴ πολλαῖς μάχαις καταλύσας τὴν τῶν Ἰταλιωτῶν ἐπανάστασιν τούτους σχεδόν τι μόνους συμμένοντας ἑώρα καὶ ὁμοίως ὁρμῶντας, ὥστε καὶ ἐπ᾽ αὐτὴν τὴν Ῥώμην ἐλθεῖν, συνέστη πρὸ τοῦ τείχους αὐτοῖς, καὶ τοὺς μὲν ἐν τῇ μάχῃ κατέκοψε κελεύσας μὴ ζωγρεῖν, τοὺς δὲ ῥίψαντας τὰ ὅπλα, περὶ τρισχιλίους ἄνδρας ἢ τετρακισχιλίους φασίν, εἰς τὴν δημοσίαν ἔπαυλιν τὴν ἐν τῷ Κάμπῳ καταγαγὼν εἷρξε· τρισὶ δὲ ὕστερον ἡμέραις ἐπιπέμψας στρατιώτας ἅπαντας ἀπέσφαξε, προγραφάς τε ποιούμενος οὐκ ἐπαύσατο πρὶν ἢ πάντας τοὺς ἐν ὀνόματι Σαυνιτῶν διέφθειρεν ἢ ἐκ τῆς Ἰταλίας ἐξέβαλε· πρὸς δὲ τοὺς αἰτιωμένους τὴν ἐπὶ τοσοῦτον ὀργὴν ἔφη καταμαθεῖν ἐκ τῆς πείρας, ὡς οὐδέποτ᾽ ἂν εἰρήνην ἀγάγοι Ῥωμαίων οὐδὲ εἷς, ἕως ἂν συμμένωσι καθ᾽ ἑαυτοὺς Σαυνῖται. καὶ γάρ τοι νυνὶ κῶμαι γεγόνασιν αἱ πόλεις, ἔνιαι δ᾽ ἐκλελοίπασι τελέως, Bοϊανόν, Αἰσερνία, Πάννα, Τελεσία συνεχὴς Οὐενάφρῳ καὶ ἄλλαι τοιαῦται, ὧν οὐδεμίαν ἄξιον ἡγεῖσθαι πόλιν.
I Sanniti, mentre che facevano la spedizione di Latina verso Ardea, saccheggiando con ciò (mediante queste cose) l'intera Campania, avevano acquisito (κτάομαι) una grande forza. I Campani, che già erano abituati ad essere comandati in modo dispotico, obbedirono ai loro ordini. Al giorno d'oggi, tuttavia, essi sono stati quasi del tutto sterminati da vari generali romani, e da ultimo da Silla, che deteneva il potere più grande a Roma. Silla, dopo aver sedato in varie battaglie la rivolta italica, osservò che i Sanniti, senza quasi eccezione, rimanevano uniti ed avevano un unico scopo, e che perciò marciavano contro Roma stessa. Di conseguenza, combatté contro di loro sotto le mura della città, e, poiché aveva dato ordine di non fare prigionieri, molti di loro furono fatti a pezzi sul campo di battaglia, mentre i sopravvissuti – circa 4000 uomini che avevano gettato le armi – furono portati alla Villa Pubblica nel Campo Marzio e là rinchiusi; tre giorni dopo vi furono mandati soldati che li uccisero tutti. E quando compilò le sue liste di proscrizione, non si dette pace finché non annientò o scacciò dall'Italia chiunque portasse un nome sannita. A coloro che lo rimproveravano per la sua ferocia, egli rispondeva di aver imparato che nessuno dei Romani sarebbe potuto vivere in pace finché anche un solo Sannita fosse sopravvissuto. Ed infatti, ad oggi, le loro città sono ridotte a villaggi e alcune, anzi, sono scomparse del tutto: Bovianum, Aesernia, Panna, Telesia vicino a Venafro e altre simili, nessuna delle quali è degna di essere considerata città."
(By Stuurm)
ULTERIORE PROPOSTA DI TRADUZIONE
"In passato, i Sanniti si estendevano fino alla regione latina verso Ardea, ma in seguito saccheggiarono la Campania e acquisirono una grande potenza. Essendo abili nel governare in modo autoritario, si adattarono rapidamente agli ordini. Ora, però, sono completamente esauriti, sia per azioni altrui che, alla fine, per l'ultimo monarca dei Romani, Silla. Dopo aver soppresso molte ribellioni degli Italici con numerose battaglie, Silla vide che i Sanniti erano quasi gli unici a resistere e a combattere allo stesso modo, tanto da cercare di conquistare Roma stessa. Li affrontò davanti alle mura e uccise coloro che si battevano, ordinando di non risparmiarne nessuno, e coloro che gettarono le armi, si dice che siano stati circa tre o quattromila uomini, li portò in una tenuta pubblica nella Campagna e li fece decapitare. Tre giorni dopo inviò l'esercito che uccise tutti, senza fermarsi finché non distrusse tutti coloro che portavano il nome di Sanniti o li cacciò dall'Italia. Ai responsabili del grande risentimento disse che aveva imparato dalla sua esperienza che mai avrebbe portato la pace ai Romani né uno solo, finché i Sanniti rimanevano uniti tra di loro. Ora, infatti, le città sono diventate villaggi, alcune sono completamente scomparse, come Boiano, Aesernia, Panna, Telesia, continuamente sottomesse a Venafro e altre simili, delle quali non si considera degna nessuna città."
(By Star)