Et ecce mihi subito mors Pammachii atque Marcellae, romanae urbis obsidio, multorumque fratrum et sororum dormitio nuntiata est. Atque ita consternatus obstupui, ut nihil aliud diebus ac noctibus nisi de salute omnium cogitarem meque in captivitate sanctorum putarem esse captivum, nec possem prius ora reserare nisi aliquid certius discerem dum inter spem et desperationem sollicitus pendeo aliorumque malis me crucio. Postquam vero clarissimum terrarum omnium lumen exstinctum est, immo romani imperii truncatum caput et, ut verius dicam, in una urbe totus orbis interiit, obmutui et humiliatus sum et silui de bonis, et dolor meus renovatus est
Ed ecco che a un tratto mi fu annunciata la morte di Pammaco e di Marcella, con la presa di Roma e il sonno eterno di molti il fratelli e sorelle Sono cosi costernato e stupefatto che nei giorni e nelle notti non penso che alla salute di tutti e mi considero anche io cattivo della cattività dei Santi e mi è impossibile di proferire parola prima di avere ottenuto certe notizie. Intanto ondeggio fra la disperazione e la speranza mi dolgo di tutti gli altri mali. Dopo in vero io ho veduto estinto il più chiaro lume del mondo ho veduto il capo del romano impero abbattuto ho veduto a dir meglio l'intero universo morire della morte d una sola città e ho taciuto umiliato e sono rimasto lontano dai buoni, e il mio dolore si è rinnovato