Messala censor primus theatrum Romae fecit. Senatus decrevit ne sedentes ludos spectarent, sive urbani sive qui foris a mille passibus abessent, ne fortitudo mollesceret. Indiscretus a senatu populus per annos DLVIII in spectaculis fuit. Atilius itaque Serranus et L. Scribonius adiles, cum Megalensia ederent, separatum senatui locum dederunt. Quod prius facere conatus Scipio est, sed populum laesit novitate praecepti. Praeter circenses spectacula Romae aliquandiu nulla erant, sed populo pestilentia laborante in laudes deorum carmina incomposita conscripta sunt. Adiectae Etruscae saltationes eque Etruria accersitus ludius, id est princeps scenicorum, qui Histrio vocabatur, isque et motu corporis et sono vocis rudi popolum delectavit. In cuius honorem istius modi artifices histriones dicti sunt. A ludio tracta est dictio ludorum. Atellana scena vel comica fabula ab Oscis accita est, ceteris severior et digna gravitate romana. Et cum alii scenici infames sint, hi nec tribu arcebantur nec a stipendiis militaribus repellebantur. Catulus primus exemplo Campanae luxuriae velis in theatro spectantes ab aestu defendit. Gn. Pompeius aquas induxit per quasdam semitas fistularum, ut vaporem leniret aestatis. Saeculares ludi, qui post annum centesimum veniunt, a Valerio Publicola imperatore primum instituti et in honorem Ditis patris Proserpinaeque celebrati sunt apud eam aram, quam ipsorum numinum titulo inscriptam Valesius locuples rusticanus pro trium filiorum sibi reddita sospitate (qua c'è una croce) celebrabatur invenerat, ad quam et nigris hostiis immolabatur et lectisternia excitabantur et nocturnis ludis festa agebantr votis publice nuncupatis pro salute Romana. Q. Claudius primus scenam pictis tabulis adornavit, G. Antonius auro, Petreius ebore. P. Lentulus Spinther exquisitum cultum vestis induxit. Piget longius prosequi et tibicinium cultum ac multitudinem loqui aut canentium enervatos modos aut etiam mimorum turpidudines. Quae omnia prius in dissimulationem laboris parabantur, nunc dantur in incendium libidinis. Munus gladiatorium datum Romae est primum in honorem defunctorum, scilicet a Bruti filiis Marco et Decimo Brutis consolatu Appii Claudii et Quinti Fulvii. Athletas Marcus Scaurus aedilis primus induxit.
Messala il censore per primo edificò il teatro di Roma. Il senato decretò che nessuno assistesse ai giochi seduto, si trattasse di cittadini o di gente che proveniva da mille passi fuori della città, perché le loro forze non si indebolissero. Per 558 anni i senatori assistettero agli spettacoli in promiscuità con il popolo. E furono gli edili Attilio Serrano e Lucio Scribonio che nel corso dei ludi Megalensi da loro organizzati assegnarono posti riservati ai senatori. Aveva provato Scipione in precedenza, ma aveva, per questa tentata innovazione offeso il popolo. Oltre i giochi circensi, per un certo periodo di tempo non ci furono a Roma altri spettacoli, ma nell'occasione in cui il popolo fu travagliato da una pestilenza furono composti dei carmi in lode degli dei. Vi si aggiunsero danze etrusche e dall'etruria venne chiamado un "ludius" ovvero un attore di teatro, che si chiamava istrione, che divertì il popolo eseguendo movimenti mimici e pronunciando grossolane battute. In suo onore gli artisti di questo genere presero il nome di istrioni. Da "ludius" originò anche la parola "ludi". Le atellane o spettacoli comici originarono dagli Osci e furono uno spettacolo meno lascivo di ogni altro e degno della gravità romana. E mentre gli altri attori hanno avuto sempre cattiva fama questi delle Atellane non venivano né espuolsi dalla loro tribù né esonerati dal servizio militare. Catulo imitando la mollezza dei campani fu il primo a difendere con teloni dal caldo gli spettacoli. Gneo Pompeo fece scorrere dell'acqua in particolari canali per lenire la calura estiva. I ludi Secolari hanno luogo ogni 100 anni furono istituiti dal generale Valerio Publicola e celebrati in onore del padre Dite e di Proserpina presso quell'altere che il ricco agricoltore Valesio aveva trovato con sopra incisi i loro nomi in cambio della salute restituita ai suoi tre figli li si facevano loro dei sacrifici con vittime nere e si celebravano lettisterni e in ludi notturni avevano luogo delle feste, nel corso delle quali venivano pronunziati voti augurali per l'incolumità di Roma. Quinto Claudio fu il primo ad abbellire la scena del teatro con dei dipinti, Gaio Antonio con oro e Petreio con avorio. Publio Lentulo Spintere introdusse l'uso di costumi preziosi. Dispiace proseguire oltre sull'argomento e trattare dell'impiego di flautisti fin troppo raffinati e numerosi e delle melodie di rommoliti cantanti o addirittura delle turpitudini dei mimi. Spettacoli che prima venivano dati come ristoro alle fatiche, oggi lo sono per dar esca alle libidini. Lo spettacolo dei gladiatori fu dato per la prima volta in Roma in onore dei defunti, certamente dai figli di Bruto, Marco e Decimo sotto il consolato di Appio Claudio e di Quinto Fulvio. Il primo a presentare uno spettacolo di altleti fu l'edile Marco Scauro