LA TEMPERANZA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Dianoia
INIZIO: Και γαρ ουχ ωσπερ οι πλεονεκται. .
FINE: γαρ αν μονως ο τοιουτος σωθειν.
TRADUZIONE

Ma se non accoglieremmo neanche uno schiavo incontinente, non vale la pena che il padrone stesso stia attento a non diventarlo? Infatti a differenza degli avidi, che sembrano arricchire se stessi sottraendo denaro agli altri, l'intemperante non è dannoso per gli altri, essendo però utile a sé; egli, invece, fa del male al prossimo e a sé ancora di più, perché è dannosissimo portare alla rovina non solo il proprio patrimonio, ma anche il proprio corpo e la propria anima. E nei rapporti d'amicizia, chi proverebbe piacere nel frequentare uno di cui sapesse che è più compiacente verso il cibo e il vino che verso gli amici, e che ama di più le meretrici dei suoi compagni? Non bisognerebbe davvero che ogni uomo considerasse la padronanza di sé come le fondamenta della virtù e cercasse per prima cosa di gettare queste fondamenta nella propria anima? Senza di essa infatti chi potrebbe imparare qualcosa di buono o metterlo in pratica in modo valido? E chi, essendo schiavo dei piaceri, non ridurrebbe in condizioni vergognose anima e corpo? Per Era!70 A me pare che un uomo libero dovrebbe pregare che non gli capiti un individuo di questo tipo fra i suoi SCHIAVI E UNO CHE FOSSE SCHIAVO di questi piaceri dovrebbe impolorare gli dei di fargli incontrare dei padroni onesti perché soltanto in questo modo costui potrebbe trovare la salvezza