Sgomento dopo la sconfitta in Sicilia
versione greco Tucidide
Ἐς δὲ τὰς Ἀθήνας ἐπειδὴ ἠγγέλθη, ἐπὶ πολὺ μὲν ἠπίστουν καὶ τοῖς πάνυ τῶν στρατιωτῶν ἐξ αὐτοῦ τοῦ ἔργου διαπεφευγόσι καὶ σαφῶς ἀγγέλλουσι, μὴ οὕτω γε ἄγαν πανσυδὶ διεφθάρθαι· ἐπειδὴ δὲ ἔγνωσαν, χαλεποὶ μὲν ἦσαν τοῖς ξυμπροθυμηθεῖσι τῶν ῥητόρων τὸν ἔκπλουν, ὥσπερ οὐκ αὐτοὶ ψηφισάμενοι, ὠργίζοντο δὲ καὶ τοῖς χρησμολόγοις τε καὶ μάντεσι καὶ ὁπόσοι τι τότε αὐτοὺς θειάσαντες ἐπήλπισαν ὡς λήψονται Σικελίαν. πάντα δὲ πανταχόθεν αὐτοὺς ἐλύπει τε καὶ περιειστήκει ἐπὶ τῷ γεγενημένῳ φόβος τε καὶ κατάπληξις μεγίστη δή. ἅμα μὲν γὰρ στερόμενοι καὶ ἰδίᾳ ἕκαστος καὶ ἡ πόλις ὁπλιτῶν τε πολλῶν καὶ ἱππέων καὶ ἡλικίας οἵαν οὐχ ἑτέραν ἑώρων ὑπάρχουσαν ἐβαρύνοντο· ἅμα δὲ ναῦς οὐχ ὁρῶντες ἐν τοῖς νεωσοίκοις ἱκανὰς οὐδὲ χρήματα ἐν τῷ κοινῷ οὐδ' ὑπηρεσίας ταῖς ναυσὶν ἀνέλπιστοι ἦσαν ἐν τῷ παρόντι σωθήσεσθαι, τούς τε ἀπὸ τῆς Σικελίας πολεμίους εὐθὺς σφίσιν ἐνόμιζον τῷ ναυτικῷ ἐπὶ τὸν Πειραιᾶ πλευσεῖσθαι, ἄλλως τε καὶ τοσοῦτον κρατήσαντας, καὶ τοὺς αὐτόθεν πολεμίους τότε δὴ καὶ διπλασίως πάντα παρεσκευασμένους κατὰ κράτος ἤδη καὶ ἐκ γῆς καὶ ἐκ θαλάσσης ἐπικείσεσθαι, καὶ τοὺς ξυμμάχους σφῶν μετ' αὐτῶν ἀποστάντας.
Dopo che Atene fu colta dalla notizia la città stette per lungo tempo incredula, perfino contro i lucidi rapporti di alcuni reduci, uomini di garantito stampo militare, che rimpatriavano fuggiaschi dal teatro stesso delle operazioni: l'annientamento dell'armata non poteva davvero esser stato così totale. Ma quando ogni dubbio cadde, la folla ruppe in una feroce protesta contro gli oratori che avevano incoraggiato in pubblico la spedizione, quasi non fossero stati i cittadini stessi i responsabili del decreto. E il malumore ferveva anche contro gli interpreti dei responsi profetici e contro i vati, con tutta la specie di quelli che allegando predizioni celesti avevano divulgato l'illusione di una bella conquista in Sicilia. Intorno, ogni oggetto era ormai fonte di desolata amarezza: e sul popolo affranto da quel colpo mortale si stringeva una morsa di paura e di gelido sgomento. Poiché ognuno, in casa propria, aveva vittime da piangere: e il gemito riecheggiava diffuso nello stato, dolorosamente infranto sotto il peso di perdite atroci: ricche schiere di opliti, di cavalieri e il fiore di una gioventù distrutta cui non si scorgeva possibilità di rimedio. Si vedeva che negli arsenali la marina era insufficiente; che le finanze dell'erario dileguavano, che il personale di bordo per la flotta era introvabile: e ogni speranza di salvezza in quel frangente s'affievoliva. Anzi pareva già d'avvistare, di ora in ora, con gli occhi del terrore, vele nemiche accorrenti nel Pireo, sorte, folgorante minaccia, da quei mari remoti di Sicilia, superbe di tanta vittoria. Certo le genti ostili di Grecia raddoppiavano gli sforzi di guerra, allestendo con le truppe di terra e di mare un'offensiva senza tregua,