Οἱ δ Αθηναιοι ιππεις ορμηθεντες εξ Ελευσινος εδειπνοποιησαντο μεν εν Ισθμῳ, διελθοντες δε και τας Κλεωνας ετυγχανον προσιοντες εις την Μαντινειαν και καταστρατοπεδευσαμενοι εντος τειχους εν ταις οικιαις. Επει δε δηλοι ησαν προσελαυνοντες οι πολεμιοι, ...
I cavalieri ateniesi, muovendosi da Eleusi, pranzarono (δειπνοποιέω) nell'Istmo, ma il caso volle che provenienti da Eleusi dopo aver superato Cleone avvicinandosi a Mantinea si accamparono entro le mura, nelle case. Quando era chiaro che i nemici avanzavano, gli abitanti di Mantinea domandavano ai cavalieri ateniesi di aiutarli in qualche modo, se era possibile; infattisi trovavano all'esterno tutte le mandrie e i lavoratori, molti bambini e anziani tra i cittadini liberi. E, udito ciò, gli Ateniesi accorsero in aiuto, pur essendo ancora digiuni sia loro che i cavalli. Chi, dunque, non ammirerebbe in questa circostanza il loro coraggio? Costoro pur vedendo che i nemici erano molto più numerosi, e che a Corinto un disastro era accaduto ai cavalieri, non lo presero affatto in considerazione (ἐπιλογίζομαι), né (presero in considerazione) che avrebbero dovuto combattere contro i Tebani e i Tessali, che sembrava che fossero i migliori a cavalcare. Ma, vergognandosi, se presenti non avessero portato alcun aiuto agli alleati, appena videro i nemici, si lanciarono velocemente all'attacco, desiderando ardentemente riscattare la gloria paterna.
(By Vogue)